mercoledì 9 dicembre 2009

CENTRO STUDI SOCIALISMO NAZIONALE

http://www.socialismonazionale.net/gerarchia/Intorno_A_NOI.html

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REDAZIONE - GERARCHIA

Rispetto ai presunti "valori di destra" che identificano gruppi politici che fanno riferimento ad aree reazionarie ed economiciste venate da teo-conservatorismo, si conclude una fase in cui - per necessaria e dovuta contrapposizione ad un progetto che non ricalcava gli intendimenti iniziali di alternativa sociale - siamo stati costretti in principio ad inventarci un nome - "Sinistra Nazionale" - che servisse chiaramente nella sua parte nominalistica (e solo in quella) a eliminare ogni contiguità con un percorso che si andava allontanando pericolosamente e pervicacemente da un progetto originario non sufficientemente, secondo noi, difeso con coerenza da tutti i soggetti di quel cartello (a partire dall'ambigua Floriani Mussolini). Nella fase nuova che va ad aprirsi con il partito popolare italiano ispirato da Berlusconi, e con il coinvolgimento interno alla sua destra a figure e gruppi che si richiamano a non chiare ispirazioni semplicisticamente "nazionaliste", noi non sentiremo più la necessità di marcare una distanza che sarà palese per tutti proprio a partire dai contenuti progettuali e programmatici e di modelli ispiratori. Tanto più che tale operazione é speculare a sinistra con il Partito Democratico e la reiterazione di una estrema "cosa rossa" (grettamente socialista massimalista con venature marxiste-leniniste e di integralismo ambientalista), che - DI FATTO - assume l'egemonia del nome sinistra pur con varie desinenze: "democratica", " europea", "arcobaleno", "critica" con ciò marginalizzando anche una desinenza (perché tale rimane) come "nazionale" che perde ogni originale propulsione. Inoltre linea dirimente per ogni logica di appartenenza di schieramento é allo stato attuale rappresentato dal modello di approccio alla politica estera: per quanto ci riguarda esso non ci può vedere che distinti e distanti da ogni "servitù" filo-atlantica - CHE NON CI APPARTIENE PER STORIA,CULTURA, TRADIZIONE, COMUNITA' E PRINCIPI DOTTRINARI - e il conseguente appiattimento "occidentale" che rimane un'altra parola vuota e senza senso, oggi molto più di ieri. A questa "idolatria" - che comunque investe tutti; dai "neo-popolari" per passare al centro ed arrivare anche a SINISTRA - noi contrapponiamo la Dignità di appartenenza alla Comunità europea dei Popoli ed una visione eurocentrica nel solco dell'epopea rivoluzionaria socialnazionale del XX secolo che deve ancora essere compiutamente portata a termine. La battaglia continua perché la guerra non é mai finita. Dunque nel prosieguo della nostra azione politica ciò che potevamo definire anche - a maglie larghe - "Sinistra Nazionale" non é più compatibile con i nuovi scenari e perciò, più compiutamente e più sinteticamente, dobbiamo rimarcare la unicità e l'originalità del; "SOCIALISMO NAZIONALE " CHE VERIFICHERA' NEI CONTENUTI E NEL PROGETTO SE OFFRIRE IL PROPRIO CONTRIBUTO DI IDEE E DI MILITANZA A FORZE POLITICHE DICHIARATAMENTE ALTERNATIVE AL PENSIERO UNICO DEL PD E PDL CHE NON RINNEGHINO RADICI STORICHE FONDAMENTALI DELLA NOSTRA NAZIONE E CHE RIFIUTANO L'ASSERVIMENTO ALLA OMOLOGAZIONE DELLA "CASTA".

sabato 31 ottobre 2009

FASCISMO, ANTIFASCISMO ED I CONIGLI DI PEZZA

Il lettore mi scuserà se, per una volta, mi permetto il lusso di iniziare un mio articolo, partendo dalla fine: “(…) e mentre i “levrieri scemi” continuano caparbiamente a rincorrere i “conigli di pezza”, i tristemente noti “padroni del vapore” (coloro, cioè, che da circa due secoli hanno ridotto l’uomo a semplice mercanzia, nonché a furbesco oggetto di rapina organizzata, di sfruttamento per lo sfruttamento e di spietata ed inesorabile speculazione…) continuano invariabilmente a fregarci, tutti, senza pietà!

Quei “gentiluomini”, come sappiamo, sono sempre gli stessi. Gli stessi, contro i quali il Fascismo storico aveva disperatamente tentato di lottare, rimanendone militarmente sconfitto e largamente diffamato. Gli stessi, contro i quali, ufficialmente, un certo Antifascismo (quello di sinistra e di estrema-sinistra, per intenderci) aveva creduto combattere, divenendone, al contrario, l’involontaria “stampella” e l’inconsapevole supporto.

Chi sono i “padroni del vapore”?

Per poterlo scoprire, è sufficiente rileggere quanto scrisse, sul loro conto, nel suo tempo, Jean-Gustave Courcelle Seneuil (1813-1892): “(…) hanno proposto di sottomettere le società alle leggi della produzione della ricchezza, d’imporre all’intelligenza ed alla moralità dell’uomo la dominazione degli strumenti e delle cose materiali, negando, cioè, qualunque idea di previdenza o di lungimiranza (sociale) derivante dalla sfera del politico. Questo, al punto che, per “lasciar fare e lasciar passare...”, i governi dovrebbero praticamente abbandonare il ruolo di educatori dei popoli che è loro normalmente affidato; essi dovrebbero accettare che i deboli diventino la preda dei forti, fino a che questi ultimi non si pongano nella condizione di infrangere le leggi che sono previste per reprimere la violenza materiale! Gli stessi governi, dunque, rispetterebbero i movimenti spontanei della ricchezza, anche quando quei movimenti avessero come scopo di rovesciare qualunque ordine e qualsiasi morale; essi lascerebbero corrompere, degradare, affamare, annientare intere generazioni, e non interverrebbero! Essi lascerebbero esercitare sulla nazione – da parte di potenze straniere – la stessa influenza che i privilegiati di un tempo esercitavano nel seno della nazione, e non interverrebbero! Essi lascerebbero distruggere tutti i legami di solidarietà che l’associazione politica e civile stabilisce tra gli uomini, o peggio, si trasformerebbero semplicemente in carcerieri e carnefici, al soldo degli oppressori!... “ (Dictionnaire Politique, Encyclopédie du langage et de la science politique, Ed. Pagnerre, Paris, 1842, pag. 45).

Agli occhi di Courcelle Seneuil, quel tipo di proposte sembrarono talmente assurde ed inaccettabili che non esitò a concludere il suo articolo con una sincera ed imprudente nota di ottimismo…

“Certi sistemi – scrisse – potevano senz’altro essere esposti e dibattuti nel contesto di un Parlamento (Camera dei Pari), ma era praticamente impossibile che potessero realmente affermarsi o prevalere, fintantoché, tra gli uomini, avesse continuato ad esistere un minimo di dignità e di morale umana”. E se per puro caso, quel modo di “fare l’economia” fosse veramente riuscito ad affermarsi e ad entrare in vigore, “gli sconfinamenti degli economisti nel campo della politica, sarebbero stati bloccati sul nascere e l’opinione pubblica li avrebbe senz’altro repressi” (sic!).

Come sappiamo, però, le cose non sono andate esattamente come l’intellettuale francese aveva fiduciosamente previsto o candidamente sperato… Ed il liberal-liberismo, contro ogni logica e qualsiasi previsione, si è comunque a poco a poco affermato all’interno delle nostre società, fino a trasformarsi nel “pensiero unico” e “prassi unica” che oggi conosciamo.

Per riassumere, dunque, diciamo che il principale problema, tuttora irrisolto, che – da circa due secoli – continua ad assillare le nostre società, è il liberal-liberismo. A mio giudizio, il più abominevole dei crimini contro l’umanità!

Tutto il resto, invece – come l’anarchia, l’owenismo, il sindacalismo, il saint-simonismo, il cartismo, il fabianismo, il fourierismo, il blanquismo, il socialismo, il proudhonismo, il solidarismo-sociale-cristi
ano, il laburismo, il bolscevismo, il marxismo-leninismo, il fascismo, lo stalinismo, il socialismo-democratico, il nazional-socialismo, il nazional-sindacalismo-falangista, il ba’assimo, il peronismo, il maoismo, il terza-mondismo, il castrismo, il che-guevarismo, l’islamismo-rivoluzionario, lo chavezismo, ecc. (per non citare che questi…) –appare, ai miei occhi (anche quando ha direttamente o indirettamente prodotto dei risultati scellerati o malvagi…), come una serie di spontanee e doverose reazioni contro quel primo crimine o dei singoli e disordinati tentativi di dare comunque una soluzione al succitato problema.

Considero che il liberal-liberismo sia il principale ed il più imperdonabile crimine contro l’umanità, in quanto la sua tuttora immutata ed immutabile dottrina – costantemente confermata dalla sua prassi quotidiana – ci conferma che deve essere l’interesse individuale di una qualsiasi persona fisica , giuridica o morale ad avere il diritto di prevalere sull’interesse generale di interi Popoli o di intere Nazioni. Con l’odioso e stomachevole corollario che l’uomo (in quanto “forza lavoro”) è, e deve continuare ad essere, uno dei tre fattori della produzione (gli altri due, essendo il capitale e la tecnologia) . Il tutto, naturalmente, come se l’uomo potesse essere comparato o equiparato ad un “cassetto di soldi” o ad un qualunque “utensile” o “arnese”!

Ora, di due cose l’una:

- se i dogmi liberal-liberisti corrispondono alla natura dell’uomo ed agli scopi o alle finalità della sua esistenza, non vedo la ragione per la quale i fascisti e gli antifascisti di sinistra e di estrema-sinistra dovrebbero illogicamente insistere ad opporsi alle evidenze della realtà umana e, par-dessus le marché, continuare ad odiarsi e ad osteggiarsi vicendevolmente, facendosi invariabilmente e reciprocamente la “guerra”; quando, invece, avendo l’umiltà di riconoscere la giustezza del pensiero e della prassi liberal-liberista, renderebbero un migliore servizio ai nostri popoli ed alle nostre nazioni, se decidessero, di comune accordo, di unire strategicamente le loro forze e le loro energie, per cercare, almeno, di eliminare le contraddizioni interne dell’attuale sistema; ad esempio, reclamando a gran voce l’abolizione degli Stati e dei Governi, oppure – magari per risparmiare sui costi di esercizio… – pretendendo il licenziamento in tronco dell’insieme delle controfigure politiche che “coprono” ufficiosamente, all’interno delle nostre istituzioni, gli interessi della finanza internazionale; in modo particolare, per permettere all’uomo della strada, di potersi finalmente fare governare da un solo ed unico “padrone”: i Presidenti-direttori generali della totalità delle banche e degli istituti finanziari dei nostri Paesi;

- se, al contrario, i dogmi liberal-liberisti non corrispondono alla natura dell’uomo ed agli scopi o alle finalità della sua esistenza, non mi riesce ugualmente di capire la ragione per la quale i fascisti e gli antifascisti di sinistra e di estrema sinistra dovrebbero continuare, contro ogni logica ed ogni buonsenso, ad odiarsi e ad osteggiarsi a vicenda, facendosi invariabilmente e reciprocamente la “guerra”, quando invece, sarebbe molto più assennato e mutuamente profittevole che decidessero di unire le loro forze e le loro energie, per cercare, prima di tutto, di riconquistare la libertà, l’indipendenza, l’autodeterrminazione e la sovranità politica, economica, culturale e militare dell’Italia e dell’Europa (senza le quali, pretendere di “fare politica” o di migliorare qualcosa all’interno dei nostri Paesi, continuerebbe ad essere una semplice contraddizione in termini!); ed in secondo luogo, realizzare un nuovo sistema politico-economico-sociale , alternativo a quello del liberal-liberismo, nel quale l’interesse generale delle nostre società possa prioritariamente prevalere sull’interesse individuale di qualsiasi persona fisica, giuridica o morale.

Questo – direte voi – significherebbe riproporre la riedizione di un nuovo Fascismo . Ed in quanto tale, sarebbe inaccettabile, sia dall’Antifascismo di sinistra e di estrema-sinistra (per ragioni “ideologiche”) che dall’Antifascismo di destra e di estrema-destra, per ragioni strettamente “economiche”.

Capisco gli antifascisti di destra e di estrema-destra: gli unici, a mio avviso, che – in Italia, in Europa e nel mondo – abbiano realmente capito cosa fosse e rappresentasse il Fascismo. Non capisco assolutamente gli antifascisti di sinistra e di estrema-sinistra che – a causa del loro tradizionale “accecamento” ideologico e della loro volontaria fossilizzazione politica – continuano, ancora oggi, a vedere nel Fascismo, esclusivamente il “male assoluto”: quello, cioè, che è stato loro descritto dalla propaganda liberal-liberista!

Gli antifascisti di destra e di estrema-destra, infatti – conoscendo perfettamente la natura indipendentista e rivoluzionaria del Fascismo, la sua portata anti-liberal-liberista (l’imbrigliamento giuridico del sistema capitalista e la neutralizzazione politica dei suoi effetti economici nefasti, senza per altro dovere abolire l’iniziativa privata) e la sua vocazione sociale – sono i soli che, nel panorama politico dei nostri Paesi, possano realmente vantare delle giustificabili e comprensibili ragioni, per continuare ad odiare ed a fare odiare le idee di Mussolini.

Non dimentichiamo, infatti, che agli occhi del liberal-liberismo, la viscerale incompatibilità con il Fascismo era (ed è) tale che i succitati “padroni del vapore” – dopo avere inizialmente lasciato intendere che appoggiavano il Fascismo, in funzione Anticomunista… – non esitarono affatto, per tentare di salvaguardare i loro egoistici ed inconfessabili interessi, a scatenare la Seconda guerra mondiale e, simultaneamente, foraggiare finanziariamente e militarmente l’URSS e l’Antifascismo di sinistra e di estrema-sinistra. Questo, non solo per potersi definitivamente sbarazzare del Fascismo Regime ma, soprattutto, per potere, in seguito, riuscire “democraticamente” (cioè, con il volontario ed irresponsabile consenso della sinistra e dell’estrema-sinistra) a cancellare perfino il ricordo, dell’insieme delle incalcolabili conquiste sociali del Fascismo (e, tra queste, la Carta Nazionale del Lavoro e la Socializzazione delle imprese) e fare ritornare l’Italia, allo status quo ante!

I medesimi “padroni del vapore”, in fine, per tentare di danneggiare ancora di più il Fascismo che fu e di esorcizzare preventivamente l’eventuale Fascismo che potrebbe rinascere, cercano disperatamente di “vendere”, all’uomo della strada, un populismo patriottardo da avanspettacolo, ampiamente omologato ed infeudato agli interessi di Us-Israel (il cosiddetto berlusconismo). Un populismo, cioè, che – a destra, a sinistra o al centro dell’attuale schieramento partitico (totalmente asservito al “partito americano”!) – si continua ingannevolmente a lasciare credere che possa essere un nuovo “fascismo”.

Chi sono, dunque, i “levrieri scemi”?

Tutti coloro (“fascisti” o “antifascisti”) che, in contrasto e contraddizione con le loro stesse idee ed ogni possibile ed accertabile evidenza umana, continuano insensatamente a sprecare il loro tempo e le loro energie, per cercare vanamente di rincorrere dei semplici “conigli di pezza”.

E quali sarebbero, quei “conigli di pezza”?

Semplice: il “Fascismo” descritto dalla propaganda di guerra (1939-1945) delle Potenze vincitrici del Secondo conflitto mondiale e l’ “Antifascismo” di servizio sistematicamente predicato e meticolosamente diffuso, tra le popolazioni, dalle ultranote e forvianti centrali della disinformazione e della manipolazione mediatica.

In altre parole, i classici e proverbiali “specchietti per le allodole” che i già citati antifascisti di destra e di estrema-destra (o, se si preferisce, i “padroni del vapore” o maîtres à penser dell’intero sistema liberal-liberista) – per avere la certezza di potere impunemente continuare a regnare sui nostri Paesi ed a sgrassare le nostre tasche – non perdono mai un’occasione di fare incessantemente balenare davanti agli sguardi smarriti ed alle coscienze confuse o disorientate dei suddetti ottenebrati “levrieri”.

Alberto B. Mariantoni ©


Alberto Bernardino Mariantoni:

E' nato a Rieti, il 7 Febbraio del 1947. E’ laureato in Scienze

Politiche e specializzato in Economia Politica, Islamologia e Religioni del Vicino Oriente.
Politologo, scrittore e giornalista, è stato per più di vent’anni Corrispondente permanente presso le
Nazioni Unite di Ginevra e per circa quindici anni sul tamburino di «Panorama». Ha collaborato
con le più prestigiose testate nazionali ed internazionali, come «Le Journal de Genève», «Radio
Vaticana», «Avvenire», «Le Point», «Le Figaro», «Cambio 16», «Diario de Lisboa», «Caderno do
Terceiro Mundo», «Evénements», «Der Spiegel», «Stern», «Die Zeit», «Berner Zeitung», «Il
Giornale del Popolo», «Gazzetta Ticinese», «24Heures», «Le Matin», «Al-Sha’ab», Al-Mukhif Al-
Arabi», nonché «Antenne2», «Télévision Suisse Romande», «Televisione Svizzera Italiana», ecc.
E’ esperto di politica estera e di relazioni internazionali, con particolare riferimento ai paesi a! rabi
e musulmani e dell’Africa centrale ed occidentale. Ha al suo attivo decine e decine di inchieste e di
reportages in zone di guerra e di conflitti politici. E’ autore di oltre trecento interviste ai protagonisti
politici ed istituzionali dei paesi del Terzo Mondo e della vita politica internazionale. Ha insegnato
presso la Scuola di Formazione continua dei giornalisti di Losanna. E’ stato Professore invitato
presso numerose Università Europee e Vicino-Orientali. Ha scritto: «Gli occhi bendati sul Golfo»
(ed. Jaca Book, Milano 1991) e «Le non-dit du conflit israélo-arabe» (ed. Pygmalion, Paris, 1992).
Dal 1994 al 2004, è stato Presidente della Camera di Commercio Italo-Palestinese.

lunedì 26 ottobre 2009

LA REPUBBLICA DEL LINCIAGGIO

http://blogghete.blog.dada.net/
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di Carlo Mattogno, 23 Ottobre 2009

Il 22 Ottobre La Repubblica ha pubblicato un articolo di Marco Pasqua che reca il titolo, in prima pagina, “Il prof alla Sapienza: l’Olocausto non esiste”, a p. 25, “L’Olocausto è una leggenda” prof negazionista, shock alla Sapienza” [1].

Un piccolo gioiello di propaganda disinformatrice e forcaiola, un piccolo detonatore creato ad arte per far esplodere la bomba mediatica con la penosa sequela di personaggi pubblici “indignati” che profondono le loro insulsaggini contro il malcapitato professore. Una vera “Informazione Corretta”, che finalmente si prende la sua vendetta contro chi metteva a nudo le sue puerili menzogne.

Bisogna anzi lodare la pazienza dei “Corretti Informatori”, che hanno atteso oltre due anni prima di procedere, dopo aver tentato di stroncare Caracciolo con tutto il loro raffinato repertorio di calunnie. L’articolista mostra di averne tratto profitto: due titoli, due falsi!

Caracciolo non ha mai detto “l’Olocausto non esiste” (caso mai: non è esistito), e neppure “l’Olocausto è una leggenda”. La prima sentenza è una creazione del giornalista o della redazione, la seconda è tratta dal blog di Caracciolo Clubtiberino. Nel suo articolo appare lo stralcio iniziale di un testo di Caracciolo, creato il 21 ottobre 2006, dal titolo “La leggenda dell’Olocausto: riapertura di un dibattito”[2], che solo in perfetta malafede si può chiosare con “l’Olocausto è una leggenda”. Testo diretto, guarda caso, contro i “Corretti Informatori”!

Caracciolo vi spiega in modo inequivocabile sia il significato del titolo, sia la sua posizione:

«Il tema del “cosiddetto Olocausto” era per me poco più di una curiosità intellettuale, ma dopo gli incredibili attentati alle libertà democratiche a proposito del caso teramano, che è soltanto un fatto di provincia, diventa per me un obbligo morale conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che è stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby.

Per l’uso dell’espressione “cosiddetto Olocausto” posso rinviare allo storico ebreo Sion Segre Amar, ma i miei iniziali ed autonomi intendimenti non erano di “negare” alcunché: sulla semplice espressione linguistica si è costruita un’incredibile polemica da caccia alle streghe finita su uno dei maggiori quotidiani d’Italia!

Le mie espressioni esprimevano soltanto l’incomprensibilità linguistica e storica di un termine a valenza religiosa e la mia riluttanza e fastidio ad utilizzarlo per definire un semplice “sterminio” di popolazioni, ammesso che vi sia stato. Non immaginavo le reazioni che avrei scatenato. Invece “leggenda” vuole alludere ad un misto di verità confuso con falsità e soprattutto strumentalizzazioni. Potrei anche usare l’espressione “mito” nel senso soreliano. Infatti, non mi pare dubbio che sull’Olocausto il neo stato d’Israele abbia inteso fabbricare il suo mito fondativo. Ed i miti, si sa, non bisogna toccarli e disturbarli».

Evidentemente per certa gente il dubbio è già negazione, come per i “Corretti Informatori” qualunque dubbio sulla politica israeliana è un intollerabile atto di antisemitismo.

In tale contesto, l’espressione “La leggenda dell’Olocausto” è una evidente provocazione pour épater les Correcteurs.

Nell’articolo di Pasqua appare anche una mia fotografia con questa didascalia: “Carlo Mattogno. È il massimo esponente italiano della corrente: nega che vi siano state azioni naziste per sterminare ebrei e zingari”. Questo mio accostamento al prof. Caracciolo non è semplicemente “ideologico”, come vorrebbe dare ad intendere l’articolista. Coerentemente coll’impegno espresso due anni or sono di «conoscere in modo diretto tutta quella letteratura che è stata posta sotto divieto da una ben individuabile lobby», il prof. Caracciolo ha infatti ospitato nel suo blog alcuni miei scritti. I più importanti sono questi:

Raul Hilberg e i «centri di sterminio» nazionalsocialisti. Fonti e metodologia

(QUI in PDF)

Una serrata critica storico-metodologica del “classico” per eccellenza della letteratura olocaustica.

«L’irritante questione» delle camere a gas ovvero da Cappuccetto Rosso ad… Auschwitz. Risposta a Valentina Pisanty. Edizione riveduta, corretta e aggiornata

(QUI in PDF)

Risposta alle favole storiche di questa specialista in fiabe.

«La verità sulle camere a gas»? Considerazioni storiche sulla «testimonianza unica» di Shlomo Venezia

(QUI in PDF)

Anatomia di una pretesa “testimonianza unica” su Auschwitz.

I “nuovi” documenti su Auschwitz di Bild.DE: Una bufala gigantesca. 12 Novembre 2008.

(QUI in PDF)

La storia farsesca di “nuovi” documenti su Auschwitz già noti vent’anni fa e reinterpretati in modo ingannevole.

Netanyahu all’ONU

L’olocausto visto da Netanyahu (povero olocausto!)

Nel contesto attuale, merita un rilievo particolare l’articolo La “Repubblica” della disinformazione,

nel quale ho già dato ampiamente conto dell’arroganza e dell’ignoranza di questo giornale sulla tematica olocaustica.

Ciò che si rimprovera al prof. Caracciolo, più ancora di aver pubblicato questi scritti, è di averli letti e di non avervi trovato traccia di quei «folli principi» di cui sproloquia gente che a stento ne ha letto i titoli.

Ciò non significa che egli sia un “negazionista”: è solo una persona onesta che si batte per la libertà di espressione.

Se la redazione de La Repubblica è tanto certa che le tesi revisionistiche siano folli, lo dimostri sul piano storiografico. Metto in campo un buon oggetto per la sua indagine: il mio recente studio di 715 pagine Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli “indizi criminali” di Jean-Claude Pressac e sulla “convergenza di prove” di Robert Jan van Pelt. (Effepi, Genova, 2009).

Ecco un’ottima occasione per verificare se questi fieri propugnatori della realtà storica dell’olocausto sono persone serie e credibili oppure degli emeriti buffoni.


martedì 6 ottobre 2009

Libertà di Stampa?

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Com'è notorio sabato scorso si è svolta, in Piazza del Popolo a Roma, la manifestazione per la libertà di stampa, a cui hanno partecipato indistintamente tutte le sinistre dell'arco costituzionale e non; c'erano proprio tutti, dall'iscritto numero uno del PD, l'ing. Carlo de Benedetti, a D'Alema, passando per Fassino e Vendola, quelli dell'IDV capeggiati dall'ex- trattorista di Montenero di Bisaccia, tale Tonino Di Pietro, e i grandi condottieri antiberlusconiani, Marco Travaglio e Michele Santoro, che ormai hanno assunto, per acclamazione, la dignità di martiri, oltre a tutto il carrozzone di amici e amichetti più o meno noti della sinistra radicalchicheggiante italiana.
Vedendo tutta questa fila santa di sinistri sinistrati, mi son chiesto, ma non è che per caso questi invece di protestare per la libertà di stampa, stanno mettendo in scena una protesta politica nei confronti di Berlusconi?
Si si,va bene, lo so,giunti a questo punto dell'articolo, molti di voi mi avranno preso per un 'bananas' ( per chi non conoscesse il linguaggio travagliesco, un seguace di Berlusconi) e invece vi sbagliate, ma vi dirò, che per quanto penosa possa essere la faccenda del conflitto d'interessi berlusconiano, la sua leason con la D'Addario, e tutto quel simpatico carrozzone che prende il nome di Popolo delle Libertà, tuttavia, questa sinistra riesce a farmi più schifo del premier, questi bourgeois-bohème post sessantottini, sono degli ipocriti patentati, ormai sono così sfacciati da protestare per la libertà di stampa, quando detengono il monopolio della stampa italiana( La Repubblica,l'Espresso,Il Manifesto,L'Unità, e last but not least Il Fatto, e tanti tanti altri...),inoltre, se la smettessero di pararsi gli occhi e turarsi il naso, si accorgerebbero che il problema della libertà di stampa non c'è soltanto in Italia, ma è un leitmotiv tristemente noto in tutto il resto del mondo occidentale, USA in primis. Ma il problema serio di questi signorotti paffuti e ben pasciuti col cuore a sinistra e il portafoglio rigorosamente a destra ( Del resto i sinistrorsi sono stati sempre amici delle banche) è che lo sanno, ma fanno finta di non sapere ( che è ben diverso dal sapere di non sapere...ndr) presentandoci la situazione italiana come un unicum, come un'eccezione.
Il problema della libertà di stampa è congenito in qualsiasi tipo di regime democratico, autocratico o polplottiano che sia, non è, dunque, una questione di Italia, di destra, di sinistra o di centro, ma ogni forma di governo per poter preservare il suo potere, ha bisogno di disinformare e di formare le masse , presentando di volta in volta uno spauracchio: Il terrorismo islamico, gli stupri, la crisi economica, l'epidemia ecc...per poter governare tranquillamente e sedare i dissensi, e se a questo ci aggiungiamo una buona dose di pubblicità che spinga al consumismo più sfrenato abbiamo il quadro completo della nostra società, di cui anche, e oserei dire, soprattutto gli amici progressisti del PD sono le più spregiudicate guardie bianche; citando Debord, "Più l'uomo contempla,meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno,meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio" . Mai cosa più vera fu pronunciata da bocca d'uomo, e quant'è significativa per comprendere la società in cui viviamo. Dunque, ormai giunti alla fine dell'articolo, lasciatemi dire francamente, come asseriva il buon vecchio e spesso ingiustamente e volutamente dimenticato Carmelo Bene: "Se libertà di stampa dev'esserci, dev'essere libertà dalla stampa", il resto è fuffa per demagoghi.
(Giovanni Balducci)

lunedì 28 settembre 2009

Inno alla Vita

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Gocce e gocce e gocce d'eternità

piovono sul tetto dei secoli
imprimendo il marchio divino

Specchi di rugiada fondendosi
formano oceani profondi,
fremono le giunture della vita traboccando linfa soave

Spazi interminabili si stagliano innanzi
mentre suona l'immortale inno della vita,
sequenza inesauribile di luce.


Maestose si stagliano sfidando il cielo
le vette accuminate dei monti
e il disio dell'uomo gentile

l'aquila eterna fa la spola fra le cime aguzze
trasportando coll'ali la gloria dell'avvenire futuro,
l'ultimo poeta piange i versi perduti negli inestricabili anfaratti del tempo.


(Giovanni Balducci)

giovedì 24 settembre 2009

Ansia da Centro Commerciale

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Ancor prigioniero della forma

strisciando a mani e piedi nudi
sulla superfice scabra d'un marciapiede
giungo, trangugiando bocconi amari
di tramezzini e noisettes raffermi, nel sottobosco asfittico
di un centro commerciale

La nausea avvampa
dai meandri della mia coscienza
rendendomi iperirritabile e pronto a tutto
anche ad uccidere se fosse necessario,
cerco così d'acquietare la bestia anarchica che è in me affogandola in fiumi
d'assenzio
assentando il mio essere

Così all'improvviso preso come da un marasma
non odo più l'olezzo canceroso della plastica
e dei panzerotti fritti e rifritti a ribollire untuosi nelle scodelle d'alluminio,
le mie orecchie non ascoltano più
il tintinnio della cassa
e le stridenti risa delle cavallette fameliche
che scelgono la preda più conveniente

Immerso nel pallido ma sereno mondo della mia mente
fra un firmamento di punti neri
e paesaggi virtuali infinitamente candidi
riesco solo a percepire colle antenne dell'anima
il rumore
d'un'anfora antica
posata su di un tavolo
e le frequenze del pensiero
che trapassando le finestre dell'infinito
naufragano nelle bianche stanze d'una città metafisica.

(Giovanni Balducci)

sabato 12 settembre 2009

CONTRO UN'EDUCAZIONE DI MASSA

“L'educazione è il rituale d'iniziazione fondamentale della civiltà mondiale di oggi; la descolarizzazione dovrebbe essere la premessa di qualsiasi movimento per la liberazione dell'uomo!” (Ivan Illich)