Venti da ponente soffian freddi all'orizzonte squarciato da nubi
profondo rosso, mentre di sera tace gemente nell'uniformità dello
spazio amorfe, intemperato, uno stuolo di volpi assassine, spinte dal
ludibrio d'odi barbare, assuefatte da droga pakistana, confondendosi
fra mitraglie e passaporti statunitensi, perdendosi nel lieto mar
gemente che sta in fra le terre irredente, onde scopa deforme spazza
piaceri e voglie di convogli militari e pin up di burlesque, perdendosi
nel selciato stellato di mille zanzare anemiche nell'iperspazio
atlantideo, sfiorando le colonne d'Ercole, là dove finisce il mondo e
inizia l'infinito mistero.
(Giovanni Balducci)
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