
Gocce e gocce e gocce d'eternità
piovono sul tetto dei secoli
imprimendo il marchio divino
Specchi di rugiada fondendosi
formano oceani profondi,
fremono le giunture della vita traboccando linfa soave
Spazi interminabili si stagliano innanzi
mentre suona l'immortale inno della vita,
sequenza inesauribile di luce.
Maestose si stagliano sfidando il cielo
le vette accuminate dei monti
e il disio dell'uomo gentile
l'aquila eterna fa la spola fra le cime aguzze
trasportando coll'ali la gloria dell'avvenire futuro,
l'ultimo poeta piange i versi perduti negli inestricabili anfaratti del tempo.
(Giovanni Balducci)
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